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Font per centro estetico: come scegliere i caratteri giusti
· 4 minuti di lettura
I font per centro estetico, cioè i caratteri con cui scrivi il nome, il listino e i post, si scelgono con una regola semplice: due al massimo, leggibili anche in piccolo, sempre gli stessi. Uno per i titoli, uno per i testi.
Il carattere si nota meno del colore, ma lavora di più. È nel nome sull'insegna, nei prezzi del listino, nelle date della carta regalo, nelle storie. Se cambia da un oggetto all'altro, il centro sembra messo insieme a pezzi, anche quando ogni pezzo è curato.
Qui trovi come sceglierli, quali errori evitare e come farli usare a tutti nello stesso modo.
Font per centro estetico: quanti e con quale compito
Bastano due caratteri, ognuno con un compito preciso:
- Il carattere dei titoli. Quello del nome del centro, delle intestazioni del listino, delle scritte grandi nei post. Può avere personalità, ma deve leggersi subito.
- Il carattere dei testi. Per le descrizioni dei trattamenti, gli orari, le condizioni delle carte regalo. Qui conta una cosa sola: che si legga senza fatica, anche in piccolo e sul telefono.
Un terzo carattere, di solito, non serve. Quando ce ne sono tre o quattro, nessuno sa più quale usare, e il volantino preparato di corsa ne prende uno a caso.
Dentro lo stesso carattere puoi giocare con lo spessore: normale per i testi, più marcato per i prezzi e i nomi dei trattamenti. È un modo per dare ordine senza aggiungere scritture diverse.
Quali caratteri reggono davvero
Nei centri estetici si vedono spesso scritture sottili, eleganti, a volte corsive o calligrafiche. Sono belle da vicino, su un foglio grande. Ma pensa a dove finiranno:
- Sull'insegna, vista dal marciapiede di fronte: le linee sottili spariscono.
- Nella foto profilo, grande come un'unghia: le lettere si impastano.
- Nel listino, letto in piedi alla reception: un corsivo stanca dopo due righe.
- In una storia, sopra una foto: un carattere sottile si perde sullo sfondo.
Per questo conviene un carattere pulito, con lettere ben aperte e spessori pieni. L'eleganza può arrivare dalle proporzioni, dallo spazio tra le lettere, dal colore, senza ricami. Un nome scritto in maiuscolo con un po' d'aria tra le lettere è spesso più raffinato di una scrittura a mano piena di svolazzi.
Un'altra cosa da controllare: il carattere deve avere tutte le lettere che ti servono, accenti compresi. Capita di innamorarsi di un carattere e scoprire che la «à» di «attività» o la «è» escono diverse dal resto, o non ci sono proprio.
Gli errori più comuni con i caratteri
Alcuni sbagli tornano spesso:
- Un carattere per ogni oggetto. Il biglietto in uno, il listino in un altro, i post in un terzo.
- Il carattere proposto dal computer. Il primo dell'elenco: anonimo, lo usano tutti.
- Il carattere scaricato senza leggere le condizioni. Alcuni si possono usare liberamente, altri no, soprattutto in un marchio o in stampa. Prima di adottarlo, controlla le condizioni d'uso.
- Tutto in maiuscolo. Un titolo sì, un paragrafo intero no: si legge a fatica.
- Testo troppo piccolo. Nel listino o sul retro del biglietto, per far stare tutto. Meglio togliere parole.
- Chiaro su chiaro. Un carattere sottile in grigio perla su fondo cipria è delicato e invisibile.
Le prove prima di decidere e il foglio delle regole
Prima di dire sì a una coppia di caratteri, fai queste prove:
- Scrivi il nome del centro con il carattere dei titoli, in grande e in piccolo.
- Scrivi tre voci del listino con nome, riga di spiegazione, durata e prezzo. Si leggono a braccio disteso?
- Stampale. Lo schermo addolcisce tutto, la carta no.
- Mettile su una foto del centro, come in una storia.
- Guardale sul telefono, alla luminosità che usi di solito.
Quando hai deciso, scrivilo: il nome dei due caratteri, quale spessore per cosa, dove trovare i file. Va nello stesso foglio dei colori, insieme al logo. Così chi stampa un volantino, chi prepara i post o la collaboratrice che scrive un avviso non devono indovinare.
I caratteri del marchio fanno parte del pacchetto Logo, che costa in modo indicativo da 290 a 390 €, una volta sola, insieme ai colori e ai file del logo in tutti i formati.
Domande frequenti
Il carattere del logo deve essere lo stesso dei testi?
Non per forza. Spesso il nome nel logo è disegnato apposta o ritoccato, mentre per i testi si usa un carattere più semplice che gli sta bene accanto. L'importante è che i due vadano d'accordo e che restino sempre quelli.
Posso usare un corsivo per il nome del centro?
Si può, se resta leggibile in piccolo e da lontano. Fai la prova della foto profilo e quella del marciapiede: se il nome si legge, va bene. Se servono gli occhiali, meglio un carattere più pulito, magari con un dettaglio che lo rende tuo.
I caratteri del marchio funzionano anche sul computer del centro?
Non sempre sono installati. Se scrivi avvisi o listini al computer, chiedi che ti venga indicato anche un carattere di riserva simile, già presente, da usare quando quello del marchio non c'è.
In breve
Due caratteri ben scelti fanno sembrare ordinato tutto il centro, dall'insegna al listino. Per un'idea della cifra di logo, colori e caratteri, qui sopra trovi il preventivo istantaneo: tre domande e vedi una cifra indicativa.